Intolleranza al fruttosio e la nutrigenetica

04/09/2017

Esiste una patologia che impedisce di mangiare frutta, verdura e in generale alimenti contenenti fruttosio: si chiama Hereditary Fructose Intolerance (HFI) (Rif. Bibl.), letteralmente intolleranza ereditaria al fruttosio. La malattia è causata dalla mutazione di un gene chiamato AldoB¸ che sintetizza un enzima fondamentale per poter utilizzare il fruttosio a fini energetici nella cellula epatica: l’aldolasi B. L’unico trattamento della malattia consiste nel seguire una dieta strettamente priva di questo zucchero, in modo da minimizzarne la presenza nell’organismo. Pur avendo trattamenti simili, non va confusa con il malassorbimento del fruttosio: quest’ultimo infatti è un problema  spesso transitorio — causato dall’incapacità dell’intestino di assorbire lo zucchero che viene fermentato dai batteri — ed è una delle cause della cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile molto comune. Dopo l’ingestione di fruttosio, possono presentarsi sintomi come gonfiore, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e ipoglicemia. Normalmente si manifesta durante l’infanzia, quando il bambino mangia frutti o dolciumi, e può mostrare anche segni di minore crescita. Un consumo costante di fruttosio porta a danni epatici e renali: possono svilupparsi ittero, epatomegalia o anche cirrosi, fino ad arrivare a convulsioni, coma e morte per disfunzioni di fegato e reni. 
Genoma ha studiato un test Nutrinext della linea Intolerance proprio dedicato all’Intolleranza al fruttosio.
Il test è consigliato soprattutto ai bambini in età da svezzamento poichè il prelievo del campione di DNA non è invasivo ed è indolore. E' consigliato anche a tutti coloro che hanno la necessità di indagare la propria intolleranza al fruttosio, anche all’interno di un percorso diagnostico di una sintomatologia non altrimenti spiegata.